Quale legame esiste oggi tra ricerca e pratica clinica all’interno della prospettiva sistemica? In che modo questi ambiti possono dialogare?

La risposta a queste domande costituisce attualmente una delle principali sfide che la terapia familiare si trova a dover affrontare. Come sottolineano gli articoli più recenti su questo tema (Karam & Sprenkle, 2010; Oka &Whiting, 2013; Pinsoff & Wynne, 2000), le criticità maggiori sono essenzialmente due: l’uso di metodologie di ricerca lineari, focalizzate cioè sull’individuo piuttosto che sul sistema e sulla rete di relazioni; e la separazione tra ricercatori e clinici, gli uni collocati soprattutto in ambiti accademici e gli altri impegnati nei contesti di intervento. In linea con questa prospettiva sono stati istituiti due filoni di ricerca che vedono impegnati diversi membri del CBTF con l’obbiettivo di rendere virtuoso il legame tra ricerca e pratica clinica.

1° La ricerca processuale sulla terapia

Ha come obiettivo l’analisi dell’interazione terapeutica per evidenziare micro-processi di cambiamento che possano migliorare la competenza relazionale del terapeuta (Fruggeri, 2012). In particolare, questo filone di indagine si avvale di una metodologia innovativa messa a punto attraverso una ricerca di dottorato condotta da Francesca Balestra (2014) presso l’Università di Parma e di metodologie già ampiamente riconosciute dalla comunità scientifica, quali il sistema per la valutazione dell’alleanza terapeutica (SOFTA, Friedlander, Escudero, Heatherington, Deihl, Lehman, McKee, & Cutting, 2005) e l’Innovative Moment Coding System (Goncalves, Ribeiro, Mendes, Matos, & Santos, 2011). Tale percorso mette in evidenza come il materiale clinico, diventando oggetto di ricerca, possa rinnovarsi e tornare trasformato al contesto di origine, amplificando la conoscenza dei terapisti e dando la possibilità di aggiornare le linee guida per la pratica.

2° Procedura di analisi delle interazioni triadiche nel contesto clinico e terapeutico

Il secondo percorso deriva da studi sulle interazioni familiari in famiglie non cliniche durante i momenti quotidiani di microtransizione (Cigala, Fruggeri, & Venturelli, 2013), dai quali è derivata una procedura di analisi delle interazioni triadiche, e ha come focus l’applicazione clinica di tale procedura. Nello specifico, questo percorso si è proposto e si propone di evidenziare come alcuni costrutti relativi al funzionamento familiare possono essere tradotti nella pratica clinica al fine di analizzare le dinamiche familiari e creare, in questo modo, un collegamento tra famiglia praticante e famiglia rappresentata. In tal senso, osservare la famiglia attraverso le lenti individuate consente ai terapeuti di generare nuove ipotesi e di introdurre nuove storie all’interno della conversazione terapeutica con i pazienti.

Entrambi i progetti di ricerca sono stati presentati  a diversi convegni nazionali ed internazionali e attualmente prevedono una collaborazione tra il CBTF e il Corso di Laurea in Psicologia dell’Università degli studi di Parma. Nello specifico, hanno portato e stanno portando ad elaborare dei principi metodologici dai quali possono nascere delle linee guida per i terapisti e degli strumenti terapeutici. In particolare, offrono uno sguardo d’insieme sulle potenzialità di un dialogo continuo tra ricerca e clinica aspetto cardine della terapia familiare.

La ricerca costituisce una base imprescindibile per il Centro poiché consente di osservare e monitorare il lavoro clinico attraverso metodologie validate, e, attraverso questo feedback, di perfezionare la tecnica di conduzione della seduta e la qualità della formazione. Avere al proprio interno una sezione di ricerca consente inoltre l’apertura e il dialogo con la comunità scientifica, per una continua innovazione ed una internazionalizzazione del modello.